About
Free Image Hosting at www.ImageShack.us

View antonella sassu's profile on LinkedIn

sono una studentessa in "Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo". Ho creato questo blog per riportare le mie impressioni e le mie riflessioni su ciò che sto leggendo per la mia tesi di laurea, affinchè non si disperda. Chissà, magari ne tolgo fuori qualcosa...
se scrivo inesattezze, non abbiatene a male! sono in corso di studio... piuttosto, ogni commento o appunto è graditissimo...
Interessi
« disegno, musica, immagini, cortometraggi, fotografia, arte, nuove tecnologie»
The Blog
> Categorie:
active dispositional me mory
active propagation
adam e aizawa
ai
animali
apprendimento
appunti
asimov
bibliografia
blue brain
bradley
brain
brain voyager
brainstorming
cervello
clark
contenuti intrinseci
corteccia cerebrale
darwin
derived content
embeddedness
emergentismo
emergenza
emergenza diretta
emergenza indiretta
empatia
evoluzione
fattori neurotrofici
funzionalismo
immaginazione
inferenza
information processing
intrinsic content
learning
leggere il cervello
linguaggio
macaco
marconi
matrix
mente
mente estesa
narrazione fantascientifica
neuroni
neuroni specchio
neuroplastica
non derived content
pensiero
percezione
percezione uditiva
piaget
plos biology
principio di parità
processi cognitivi
processo cognitivo collettivo
proteine
psicologia delletà evolutiva
ragazze pigre
ragione
rapget
rapidshare
rappresentazioni mentali
realizzabilità multipla
ricerca scientifica
robot
scienza esperienza
sinapsi
situated cognition
situatedness
sostanza
surrealismo
transcranialismo
turing
van essen
veicoli della cognizione
visione
> Archivio:
oggi
dicembre 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007

> Visite: *loading*
Links
< IL MIO SPACE;

< Le mie immagini;

< IL BLOG DI GRACCUS;

< IL BLOG SUL QUALE ANNOTO DI TUTTO UN Pò;

View antonella sassu's profile on LinkedIn


SITI UTILI O QUANTOMENO INTERESSANTI

< LA PAGINA DI DAVID CHALMERS;

< LA PAGINA DI ANDY CLARCK;

< A FIELD GUIDE TO THE PHILOSOPHY OF MIND;

< MIND PAPER;

< STANDFORD ENCYCLOPEDIA OF PHILOSOPHY;

< cogNet MIT;

< NEUROSCIENZE.IT;

< Psicocaffé ;

< NEUROFILOSOFIA UNIMI;

< ISTITUTO DI NEUROSCIENZE CNR;

< NEUROSCIENZE UNI TRIESTE;

< RISORSE DI NEUROSCIENZE E NEUROPSICOLOGIA UNIBO;

< TEORIE DELLA MENTE_IL DIOGENE;

< RIVISTE DI PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E NEUROSCIENZE NELLA RETE UNIBO;

< IL BLOG DI LAURO COLASANTI;




Credits
Template creato da Anija
modificato da Antonella (mi scuso con l'autrice!) Distribuito su Only Dreaming e 1; 2; 3




VISITE OGGI SU QUESTO BLOG

Heracleum blog & web tools


Questo blog non è una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato periodicamente. Non è pertanto da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 blog readability test

Movie Reviews

martedì, 02 dicembre 2008
Blog e laurea; 09:07

E' da tanto che non scrivo in questo blog e non è un caso...
In un certo senso la sua ragione è finita ma non lo è il mio interesse per le scienze cognitive e la mente.
Di continuare questo blog non me la sento... tantomeno di migliorarlo.
Finisco di scriverci ma non lo chiudo (non si sa mai) anche perchè non voglio perdere questa sorta di diario di bordo della mia tesi di laurea! La mia tesi è pubblicata su tesionline ma la invio tranquillamente  a chiunque voglia leggerla! Basta lasciar qui un messaggio!.

Ho aperto un altro blog, che vi invito a visitare: coscienz.blogspot.com

Peace
love
empaty
...

antuneleta; commenti (1)

sabato, 05 luglio 2008
La mappa del cervello; 09:16

Mappa delle connessioni cerebrali Un groviglio, apparentemente disordinato, di milioni e milioni di fibre nervose occupa la gran parte del nostro cervello. Di questo gomitolo, fino ad oggi, si aveva una conoscenza solo frammentaria, ora però un team internazionale di ricercatori ha prodotto la prima mappa ad alta risoluzione delle connessioni nervose centrali.

Il gruppo di ricerca che ha condotto la ricerca ha visto la partecipazione dell'Università dell'Indiana, Usa, dell'Università di Losanna e della Scuola Politecnica Superiore di Losanna, Svizzera, e della Harvard Medical School, Usa. Si tratta di un'importante passo in avanti nella comprensione del funzionamento del sistema nervoso umano: oltre al “connettoma”, la mappa delle connessioni cerebrali, lo studio ha anche messo a punto una nuova tecnica non invasiva di visualizzazione delle strutture nervose.

I ricercatori hanno usato la tecnica della risonanza magnetica a diffusione, una metodologia non invasiva che stima le traiettorie delle fibre nervose basandosi sui gradienti di diffusione delle molecole d'acqua nei tessuti cerebrali. Una variante molto sensibile di questa tecnica, chiamata diffusion spectrum imaging, offre un'immagine dell'orientamento delle fibre in un singolo punto. Lo studio ha applicato questa tecnica all'intera corteccia umana, producendo così una mappa molto dettagliata.

“È il primo passo per costruire modelli computazionali del funzionamento del cervello,” ha spiegato Olaf Sporns, neuroscienziato dell'Università dell'Indiana, coautore della ricerca.

La ricerca è apparsa sulla rivista online PLoS Biology

2 luglio 2008
... vai all'archivio SE news

antuneleta; commenti
brain, sinapsi, cervello

martedì, 17 giugno 2008
per parlare ci vuole il cervello; 11:13

La rete di fibre nervose del cervello umano che connette le aree cerebrali adibite al inguaggio è molto più ampia e diffusa rispetto alle altre specie di primati. E' stata una delle chiavi fondamentali per l'evoluzione del linguaggio e di capacità cognitive superiori.

Recenti studi su macachi e scimpanzè avevano dimostrato l'esistenza, nell'encefalo di queste due specie, di aree cerebrali coinvolte nella percezione e nella elaborazione di processi comunicativi omologhi a quelle adibite al linguaggio nell'uomo. Il cervello già predisposto al linguaggio verbale si sarebbe dunque evoluto prima della comparsa dell'uomo e le radici di questa caratteristica tipicamente umana erano probabilmente già presenti in un antenato comune.

Per comprendere l'evoluzione del linguaggio nella nostra specie, un gruppo di ricercatori del Yerkes National Primate Research Center, Emory University, ha confrontato  l'anatomia del fascicolo arcuato, un tessuto nervoso che collega l'area di Broca e l'area di Wernicke, di uomo (Homo sapiens sapiens), scimpanzè (Pan troglodytes) e macaco reso (Macaca mulatta). L'area di Broca e di Wernicke sono regioni fondamentali per la produzione e la comprensione della comunicazione verbale. Infatti, la prima, situata nel lobo frontale, è una regione che regola i processi di elaborazione e produzione delle parole, mentre la seconda, che si trova nel lobo temporale, è adibita alla comprensione del linguaggio ascoltato. L'analisi ha previsto l'utilizzo della diffusion tensor imaging (DTI), una tecnica non invasiva che riproduce un'immagine di tessuti biologici in vivo.

Dalle pagine della rivista Nature Neuroscience, si legge che, rispetto a quello di scimpanzè e macachi, il fascicolo arcuato della nostra specie presenta le proiezioni nervose molto più diffuse e di dimensione notevolemente maggiore. Inoltre, nell'uomo non raggiungono solo l'area di Wernicke, ma connettono l'area di Broca anche con il lobo temporale medio, una regione che si pensa sia coinvolta nella comprensione del significato delle parole.  

Il cervello umano, dunque, oltre che presentare le aree del linguaggio estremamente specializzate e di maggiori dimensioni rispetto alle altre specie, è carattarizzato anche da una serie più ampia e ramificata di fibre nervose di connessione, che consentono la miglior trasmissione e rielaborazione delle informazioni relative alla comunicazione verbale e, nel complesso, capacità di linguaggio notevolemente superiori.

Andrea Romano

tratto da: http://www.pikaia.eu/homepage.htm


antuneleta; commenti
linguaggio, cervello, evoluzione, darwin

venerdì, 13 giugno 2008
Darwinian evolution on a chip; 21:17

The principles of Darwinian evolution are fundamental to understanding biological organization and have been applied to the development of functional molecules in the test tube. Laboratory evolution is greatly accelerated compared with natural evolution, but it usually requires substantial manipulation by the experimenter. Here we describe a system that relies on computer control and microfluidic chip technology to automate the directed evolution of functional molecules, subject to precisely defined parameters. We used a population of billions of RNA enzymes with RNA-joining activity, which were challenged to react in the presence of progressively lower concentrations of substrate. The enzymes that did react were amplified to produce progeny, which were challenged similarly. Whenever the population size reached a predetermined threshold, chip-based operations were executed to isolate a fraction of the population and mix it with fresh reagents. These steps were repeated automatically for 500 iterations of 10-fold exponential growth followed by 10-fold dilution. We observed evolution in real time as the population adapted to the imposed selection constraints and achieved progressively faster growth rates over time. Our microfluidic system allows us to perform Darwinian evolution experiments in much the same way that one would execute a computer program.

l'articolo qui: http://biology.plosjournals.org/perlserv/?request=get-document&doi=10.1371/journal.pbio.0060085


antuneleta; commenti
darwin, plos biology

venerdì, 13 giugno 2008
come il cervello riesce a captare dei suoni specifici tra tanti?; 21:07

Neural Correlates of Auditory Perceptual Awareness under Informational Masking

http://biology.plosjournals.org/perlserv/?request=get-document&doi=10.1371%2Fjournal.pbio.0060138


antuneleta; commenti
neuroni, percezione, percezione uditiva, information processing, plos biology

venerdì, 13 giugno 2008
Aree della corteccia cerebrale del macaco; 20:50

Department of Anatomy & Neurobiology, Washington University Medical School in St. Louis, Saint Louis (MO)
 
Aree della corteccia cerebrale del macaco

Le immagini visualizzano la superficie della corteccia cerebrale dell'emisfero destro del Macaco Rhesus (Macaca mulatta), colorata secondo la mappatura delle aree in cui si distribuiscono diverse modalità della stratificazione microscopica verticale (citoarchitettura) del tessuto corticale.

Rhesus è la scimmia più studiata e più utilizzata come modello animale (dal suo nome vengono le diciture Rh positivo e Rh negativo del nostro gruppo sanguigno). La mappatura citoarchitettonica delle aree della corteccia di questa specie è stata inizialmente realizzata, assieme a quella più famosa delle aree della corteccia dell'uomo, dal neurologo tedesco Korbinian Brodmann (1868 – 1918) e qualche anno dopo, dal neurologo triestino Costantin von Economo (1876-1931), che ha continuato e perfezionato il lavoro di Brodmann. Successivamente, lavorando con animali vivi e anche svegli, molti neuroscienziati, tra i quali Samir Zeki, hanno riconosciuto altre importanti aree della corteccia del macaco, in particolare di quella visiva.

James Lewis e David Van Essen, assemblando i dati raccolti nei precedenti studi e quelli ricavati autonomamente da esami effettuati su vari esemplari di Macaca mulatta, hanno realizzato una mappatura quasi completa della corteccia cerebrale con particolare attenzione alle regioni parietale e occipitale.

Nell’immagine principale, la superficie della corteccia dell’emisfero destro è aperta e appiattita sul piano, in modo da rendere visibili tutte le aree allo stesso momento. Le immagini correlate mostrano lo stesso emisfero in visione laterale. In una delle due immagini, però, la corteccia è stata “gonfiata” in modo da portare in superficie aree normalmente sepolte all’interno dei solchi. Nell'altra immagine, l'emisfero è posizionato sullo sfondo di una sezione della testa, in cui si può riconoscere il cervelletto.

da: http://ulisse.sissa.it/controluce/scheda/2008/Ucnl080606s001

 


antuneleta; commenti
brain, cervello, macaco, corteccia cerebrale, van essen

venerdì, 13 giugno 2008
Alle origini del cervello; 20:46

Dalla “memoria del lievito” al cervello umano: come le proteine hanno segnato l’evoluzione del nostro sistema nervoso.

Che cosa abbia determinato la complessità del nostro cervello è un importante quesito al quale da diversi anni gli scienziati cercano di rispondere.

La teoria corrente è di genere quantitativo: “di più è meglio”. Dato che le componenti funzionali delle sinapsi, i punti in cui il segnale elettrico che viaggia lungo l’assone di un neurone viene tradotto in segnali chimici per passare al neurone contiguo, sono uguali in tutti gli animali, dall’umile verme all’uomo, e che l’unica differenza che si osserva a livello macroscopico dagli animali più semplici a quelli più complessi è il numero di sinapsi, si pensa che a determinare la crescente complessità sia proprio questa numerosità.

Seth Grant, a capo del Gene to Cognition Programme dell’istituto Wellcome Trust Sanger, non la pensa così: “I nostri studi non hanno trovato alcuna prova di questa ipotesi,” spiega lo scienziato. “Quello che abbiamo osservato noi è una notevole differenza nel numero di proteine utilizzate per le connessioni neuronali fra le diverse specie.”

Su 600 proteine presenti nelle sinapsi dei mammiferi analizzate da Grant e colleghi, solo il 50% si trovano anche nelle sinapsi degli invertebrati, e solo il 25% negli animali monocellulari.

Perché tutto questo interesse per una struttura del sistema nervoso che, se non marginale, sembrerebbe comunque avere il ruolo piuttosto meccanico di traghettare l’informazione nervosa attraverso i “vuoti” di continuità fra un neurone e l’altro? Bisogna pensare alle sinapsi non solo come delle specie di ponti sulle autostrade delle fibre nervose, ma anche come a delle “centraline” di smistamento dell’informazione o meglio ancora a dei miniprocessori. Nelle sinapsi si trovano le basi neuronali dell’apprendimento e delle memoria.

Per questo motivo gli studi come quello di Grant, pubblicato su Nature Neuroscience, sono importanti per comprendere l’evoluzione del sistema nervoso umano.

La cosa più sorprendente evidenziata da Grant è che alcune proteine importanti per la memoria e l’apprendimento si trovano nelle cellule del lievito, che non ha un cervello, dove servono a reagire a segnali ambientali, come per esempio lo stress legato alla scarsità di nutrimento o ai cambi di temperatura.

“Le proteine che si trovano negli animali monocellulari rappresentano una sorta di proto-sinapsi legata a comportamenti molto semplici,” spiega Grant. “Questo gruppo di proteine con l’evoluzione di invertebrati e vertebrati si è arricchito contribuendo ai comportamenti più complessi di questi animali.”

“L’evoluzione molecolare delle sinapsi è come l’evoluzione dei processori di computer,” conclude Grant. “La complessità crescente ha dato ai processori maggiore potenza di calcolo, e gli animali con i processori più potenti possono fare più cose degli altri.”

 

9 giugno 2008
... vai all'archivio SE news

 

 

http://ulisse.sissa.it/scienzaEsperienza/notizia/2008/giu/Uesp080609n001


antuneleta; commenti
brain, sinapsi, cervello, proteine, scienza esperienza

sabato, 17 maggio 2008
Lo specchio delle emozioni; 08:31

Le persone più abili a interpretare le espressioni facciali hanno sistemi di neuroni specchio più attivi

qui l'articolo


antuneleta; commenti (1)
empatia, neuroni, neuroni specchio, inferenza

sabato, 17 maggio 2008
Pre-visioni future; 08:30

Il cervello compensa i piccoli ritardi con cui l’occhio registra le immagini del mondo facendo delle “previsioni sul futuro”

qui l'articolo


antuneleta; commenti (2)
cervello, visione

martedì, 13 maggio 2008
Potresti star leggendo un non derived content!; 11:26

Quel che state leggendo (si proprio queste righe!) potrebbe essere un derived content! Secondo il punto di vista  di Adam e Aizawa esistono dei contenuti intrinseci (intrinsic content o anche non-derived content) tipici del linguaggio del pensiero attivi nelle nostre attivazioni e associazioni neurali. I contenuti, insomma, sarebbero nelle nostre teste e da questi dipenderebbero i nostri stati cognitivi.

Quanto apprendete dall'esterno non è altro che una serie di segni e simboli convenzionali che manifestano dei contenuti derivati che noi capiamo esclusivamente in funzione dei contenuti interni. Non ci sarebbe alcun contenuto al di fuori di noi e i processi cognitivi hanno origine esclusivamente nella nostra testa! Questa posizione è nota come intracranialismo.

Adam e Aizawa hanno formulato critiche a proposito della tesi della mente estesa. Essi sostengono che l'impianto teorico di Clark non si regge in piedi visto che fuori dal cranio non c'è niente cui poggiarsi! (questo in parole molto molto povere!!!)


antuneleta; commenti (2)
adam e aizawa, derived content, non derived content, intrinsic content